Abbazia di San Nicola di Casole

Otranto (Le)

Appena a sud di Otranto sorgono, all’interno di una masseria, le rovine del monastero normanno di San Nicola di Casole. Fondato nel 1098-99, diventa presto il massimo centro del monachesimo italo-greco in Puglia. La vita del monastero precedente il 1480, quando i Turchi devastarono l’abbazia, è nota dai manoscritti superstiti della produzione di scriptoria latini e greci, presenti nel cenobio. In alcuni manoscritti viene infatti raccontata la vita del monastero, degli ecumeni, dell’osservanza della regola di San Basilio, vengono annoverati i possedimenti terrieri del monastero che ne facevano uno dei più importanti e ricchi dell’Italia meridionale.
Il monastero, dove venivano trascritti antichi codici greci e latini, con la sua pregiatissima biblioteca, diventa un centro d’incontro di culture e di studi classici. Possedeva una biblioteca provvista di manoscritti di immenso valore, ai quali potevano accedere gli studiosi di letteratura greca provenienti dalle più remote regioni d’Italia e dall’estero, oggi patrimonio delle maggiori biblioteche d’Europa.

Dopo il 1480 l’abbazia non viene totalmente distrutta, sarà nel corso del Seicento che questa viene lentamente abbandonata dai monaci.
Oggi dell’imponente struttura rimangono solo alcune mura diroccate, un puteale medievale al centro del cortile, alcuni resti di mensoloni, alcune colonne con abachi relativi al prospetto della chiesa.

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Dove si trova

Abbazia di San Nicola di Casole



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