Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo

Lecce

La Chiesa, collocata all’interno del Cimitero Monumentale di Lecce, all’esterno delle mura, fu voluta da Tancredi d’Altavilla, conte di Lecce e ultimo re dei Normanni, come ricorda l’epigrafe collocata sopra il portale, per sciogliere un voto in seguito ad uno scampato naufragio nei pressi di Otranto. I lavori di questo bellissimo esempio di arte romanica terminarono nel 1180, quando Tancredi donò il complesso ai Benedettini. Nel 1494 il complesso passa agli Olivetani che apportano numerose modifiche. Tuttavia è ancora chiaramente distinguibile l’impianto medievale: varie influenze possono leggersi nell’architettura del complesso: arte normanna e arte araba, come si può osservare nel disegno della cupola su tamburo ottagonale e nelle finestre, all’araba o alla siciliana, e nelle decorazioni del portale, con arabeschi e motivi vegetali, paragonabili a intagli musulmani su legno realizzati nella tenera pietra leccese.
Oltre al portale, è medievale anche il rosone al centro della facciata principale e il campanile, mentre il ricco coronamento del fastigio è attribuito a Giuseppe Cino, realizzato nella prima metà del Settecento, così come le decorazioni in pietra leccese e le statue barocche collocate sulla facciata, rappresentanti alcuni santi dell’ordine olivetano. Sull’architrave del portale principale un’epigrafe in latino, una serie di testine alate e una lunetta nella quale doveva esserci dipinta a fresco la Vergine. L’interno è sobrio e severo, a croce latina a tre navate alte e strette, voltate a botte e scandite da pilastri polistili che reggono archi a sesto acuto.

All’interno sono conservate alcune opere cinquecentesche di Gabriele Riccardi, come la statua di San Nicola e le due acquasantiere figurate, incastonate nelle prime due colonne della navata centrale. Più antichi sono i resti di affreschi tardogotici sulla vita di San Benedetto e San Nicola.
Altri cicli pittori seicenteschi narrano episodi della vita di San Nicola. Nel Settecento Mauro Manieri realizza i due altari posti nel transetto sinistro e destro, completati con dipinti del napoletano Giovan Battista Lama, raffiguranti rispettivamente San Benedetto, Bernardo Tolomei e Santa Francesca Romana, e La Vergine col Bambino e i Santi Niccolò e Cataldo.

Alla fine del XII secolo risale anche l’annesso convento, costruito per volere di Tancredi. Furono gli Olivetani, succeduti ai Benedettini, a incaricare Gabriele Riccardi della realizzazione di un primo chiostro (1559), al centro del quale si erge un pozzo rinascimentale coperto da un’elegante edicola su colonne tortili e su base quadrangolare a gradinata. Il secondo chiostro risale al 1634.
Alla progettazione e costruzione del complesso abbaziale parteciparono in seguito anche Cesare Quarta e Mauro Manieri.

 

Dove si trova

Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo





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