Porto Cesareo e area marina protetta

Porto Cesareo (Le)

Meta ambita dai turisti per le grandi spiagge bianche e il mare cristallino, ricca di stabilimenti balneari, l’area intorno a Porto Cesareo è di particolare interesse dal punto di vista paesaggistico e natralistico per la presenza dell’Area Marina Protetta e della Riserva delle Paludi del Conte e delle dune costiere di Punta Prosciutto.
Sono 32 chilometri di costa, in cui tratti sabbiosi si alternano a tratti di scolgiera bassa; numerose sono le torri di avvistamento dislocate lungo la costa, in molti casi diroccate, ma in altri, come nella Torre Cesarea, ristrutturate e convertite in aree espositive e museali.

L’Area Marina Protetta di Porto Cesareo si estende in parte ancora nel territorio di Taranto, all’altezza di Torre Colimena, e scende verso sud lungo lo Ionio. Occupa una superficie marina di circa 17 mila ettari e si estende lungo la costa per circa 18 Km nel comune di Porto Cesareo e 6 Km nel comune di Nardò. Viene istituita con decreto del Ministero dell’Ambiente del 12 dicembre 1997 ed è suddivisa in zona A (riserva integrale), B (riserva generale) e C (riserva parziale). I fondali conservano un ricco patrimonio biologico, meta di subacquei e ricercatori.
Davanti a Porto Cesareo è l’Isola dei Conigli, chiamata anticamente Isola Grande. Il nome deriva dal fatto che negli anni Cinquanta fu promosso sull’isola l’allevamento di una colonia di conigli allo stato brado. L’isola è disposta parallalamente alla costa, è lunga circa 2,5 Km, larga quasi 400 m, con un’altezza sul livello marino di circa 2 m. Una ricca pineta, impiantata dal Corpo Forestale dello Stato negli anni Cinquanta, copre l’intera isola. L’isola si può raggiungere o in barca o a piedi, passeggiando nelle basse acque di Porto Cesareo.
Lungo tutto il litorale si estende poi il Parco Naturale Regionale di Palude del Conte e Duna costiera, classificato dall’Unione Europea tra gli habitat prioritari, in pericolo di estinzione. Fanno parte del parco la Duna Costiera e le Spunnulate. Queste ultime sono della cavità carsiche, grossomodo circolari, di varie dimensioni e profondità, presenti principalmente nella zona di Torre Castiglione, quasi al confine con la provincia di Taranto. Queste cavità sono orginate dal crollo della volta di grotte sotterranee formatesi per fenomeni carsici ad opera di corsi d’acqua sotterranei.

Interessante è la diversità di vegetazione tra l’interno delle spunnulate e la zona circostante. La parte più profonda  è caratterizzata da relitti vegetazionali della macchia mediterranea. La vegetazione delle pareti delle spunnulate è composta principalmente da macchia-gariga a leccio, olivastro (Olea oleaster), mirto (Myrtus communis), lentisco (Pistacia lentiscus) ed altre specie; sulle pareti più scoscese sono presenti capperi (Capparis spinosa) e caprifico (Ficus carica caprificus); sul fondo si rinviene una tipica formazione di ambiente salmastro a giunco pungente (juncus maritimus).
Tra le cause che hanno favorito la crescita di tale vegetazione all’interno delle spunnulate sono da considerare il riparo dai venti salmastri marini, l’assenza di disturbo operato dal pascolo e dall’uomo ed infine una maggiore umidità, favorita dalla presenza di acqua sul fondo. La parte più bassa di quasi tutte queste doline costiere, infatti, soprattutto là dove raggiunge un livello inferiore a quello del mare, è occupato da un piccolo specchio di acqua salmastra originato dalla raccolta delle acque meteoriche, dallo scorrimento di falde superficiali e dall’intrusione di acqua marina.

 

Dove si trova

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